Per una corretta valutazione della domanda di servizi, implicita o esplicita, è necessario conoscerne l'offerta, sia da parte degli atenei e dell'ISU, sia da parte di altre organizzazioni cittadine. Si farà riferimento quindi, per quanto riguarda l'abitazione, a residenze, collegi e pensionati ubicati nel comune di Milano o nelle immediate vicinanze, con indicazione del numero di alloggi e del numero di posti letto. Più difficile la stima degli appartamenti reperiti dagli studenti sul mercato libero. Al riguardo si può, tuttavia, pensare di acquisire qualche informazione dagli esperti del mercato immobiliare e dai sindacati degli inquilini. Né va dimenticata l'esperienza della convenzione tra Aler e ISU che ha messo a disposizione degli studenti un piccolo numero di alloggi in edilizia convenzionata. Collegato al problema della residenza è quello della mobilità: da una parte un servizio pubblico efficiente può ridurre, entro certi limiti di distanza, l'esigenza di residenzialità; dall'altra parte la difficoltà di reperire un alloggio induce a faticosi spostamenti giornalieri che impattano, soprattutto nelle ore di |
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punta, negativamente sul traffico in ingresso e in uscita dalla città. In proposito si ricorda che l'indagine ATM del 1995 sulla mobilità delle persone nell'area milanese riferita a 38 comuni dell'hinterland, indica in oltre 42.000 il numero di ingressi giornalieri a Milano per motivi di studio. Basandosi su questi, e altri dati più aggiornati, sarà possibile studiare i nessi tra mobilità e residenzialità. Altri servizi, offerti all'intera popolazione universitaria, rivestono importanza maggiore per i non residenti: si pensi, ad esempio, agli spazi per lo studio e per l'addestramento all'interno delle università, che consentono di meglio sfruttare il tempo a disposizione tra una lezione e l'altra e di poter far parte di gruppi di studio con maggiore facilità di rapporti interpersonali.
Un altro servizio essenziale ai fini della residenzialità è costituito dalle mense universitarie che consentono agli studenti una spesa minore e, soprattutto per le sedi decentrate, una riduzione degli spostamenti. |