MEGLIOMILANO
 
 
       
 
 
 
ASSOCIAZIONE PER MIGLIORARE LA QUALITA' DELLA VITA IN CITTA'
Studiare e vivere
fuori sede 2003
 
 
       
 
 
 
       
 
STUDIARE E VIVERE FUORI SEDE 2003
Indagine sui bisogni di accoglienza degli studenti degli atenei milanesi

L'oggetto dell'indagine
 

Molti dei circa 180.000 iscritti agli atenei milanesi risiedono fuori del comune di Milano. Di questi alcuni dimorano stabilmente a Milano durante l'anno accademico e sono in grado di frequentare regolarmente il corso di studi al quale sono iscritti. Altri vorrebbero trovarsi nella medesima condizione, ma non hanno le disponibilità economiche necessarie per avere a disposizione, se non un appartamento, almeno una stanza a Milano. Naturalmente, si parla degli studenti che risiedono fuori dell'aria metropolitana milanese e che, quindi, non possono raggiungere quotidianamente la loro università con mezzi di trasporto pubblico o privato.
Di norma, un sistema universitario rigoroso non dovrebbe ammettere la presenza di studenti non frequentanti e, in ogni caso, non dovrebbero esistere dubbi sul fatto che la frequenza regolare dei corsi di studio universitari conduce ad esiti formativi migliori in tempi più contenuti.
Dunque, la generalità degli iscritti ad un ateneo dovrebbe poter vivere, nel corso dell'anno accademico, laddove l'ateneo stesso ha sede (o nei suoi immediati dintorni). Così, notoriamente, non accade nel nostro paese. Ogni ateneo dovrebbe, tuttavia, fare almeno in modo, attraverso gli ISU, iniziative proprie e interventi di enti pubblici e fondazioni, che tutti gli studenti che lo desiderano potessero frequentarlo regolarmente.

 

Ciò vale tanto più per gli atenei milanesi che, di fatto, hanno dato vita a un vero e proprio sistema universitario locale e che, dunque, potrebbero convenientemente cercare risposte comuni a quella che potremmo chiamare la domanda, manifesta e latente, di residenzialità dei propri iscritti.
Non si può, certo, negare che, ancorché in misura differenziata, gli atenei milanesi abbiano cercato di rispondere, via ISU ed iniziative proprie, a quelli che nel titolo di questo progetto abbiamo chiamato i bisogni di accoglienza, ossia le necessità abitative e di vita quotidiana dei loro iscritti. Ma non si può neppure affermare che queste risposte siano sufficienti e sufficientemente coordinate.
Naturalmente, il primo passo per cercare di rispondere in modo più ampio e coordinato di quanto fatto fin qui ai bisogni di accoglienza degli iscritti non residenti agli atenei milanesi, consiste nel conoscere le dimensioni della corrispondente domanda, manifesta e latente, di residenza. A quanto ne sappiamo nessuna indagine specifica è stata fin qui condotta sulla questione. Ed è proprio per colmare tale lacuna conoscitiva che la presente indagine è stata progettata.